Sì, lo voglio!

Ciao promoter!

È tempo di parlare di matrimonio! Ovviamente… scherzo. Il titolo può però fartelo pensare, ma ti spiego subito perché: è tempo di sapere se la persona che hai contattato ha voglia di mettersi in gioco davvero e scoprire come organizzare la propria vita da promoter.

Insomma, hai contattato qualcuno, gli hai raccontato di cosa si tratta, vi siete incontrati e avete avuto modo di confrontarvi. Poi hai chiarito i suoi dubbi, hai risposto alle sue domande e hai fatto in modo che toccasse con mano la fiducia che tu riponi nell’azienda con cui collabori. È ora di sapere se questo lavoro ha portato ai risultati sperati! Come fare?

Beh, innanzitutto c’è da fare una precisazione: non tutti ti diranno di sì. Ok, sembra scontato, ma fidati che non lo è. Nella tua testa scatterà un meccanismo, per cui il fatto stesso di aver dedicato del tempo ad una persona deve portare ad una risposta positiva. Non è così ed i motivi sono probabilmente mille: non tutti siamo uguali, non è detto che quella persona ti dica tutta la verità, può essere che abbia semplicemente paura di buttarsi, oppure è semplicemente un qualcosa che non fa per lui/lei. Mettiti bene in testa che un no non è una sconfitta. Naturalmente un sì è auspicabile, ma devi ricordarti che ogni no non è la fine del mondo. Anche perché, fidati, ne riceverai diversi. Di sicuro.

Quindi, fatta questa doverosa precisazione, passiamo a capire come guidare qualcuno sulla strada del “sì, lo voglio!”. Non è un processo semplice e neanche standard, sarà diverso con ogni persona che avrai la fortuna di incontrare. Ognuno avrà i propri tempi, i propri dubbi e la propria situazione. Sul primo punto devi chiaramente sfoderare tutta la pazienza di cui sei capace, mettere fretta o insistere è probabilmente il miglior modo per trasformare un “forse” in un “no”. Dunque, rispetta sempre il tuo interlocutore: non deve sentirsi una preda, altrimenti tutta la fatica che hai fatto per trasmettere la fiducia che riponi in questo business svanirà in un batter d’occhio. Per quanto riguarda i dubbi, ne abbiamo già parlato nell’articolo “no dubbi, no party” e non c’è altro da aggiungere: i dubbi sono normalissimi e comprensibili, vanno semplicemente chiariti. Infine, c’è da comprendere la situazione in cui è la persona a cui hai proposto di diventare promoter: ha attualmente un lavoro? È stabile ed economicamente soddisfacente? Quali problemi comporta? Per esempio: quanto tempo passa in macchina per andare al lavoro? Per quanto quel lavoro sia ben pagato e, magari, con il rimborso del tragitto casa-lavoro, quel tempo speso (anzi, buttato) seduto in macchina non glielo restituirà mai nessuno.

Però si è sempre in tempo per cambiare rotta e lo sharing business è esattamente la soluzione che potrebbe permettere questo cambiamento. Questo è solo uno dei tanti esempi possibili, cerca di leggere la situazione e tutto ciò che comporta ed avrai tutte le carte in regola per trasformare un “forse” in un “sì”. E a quel punto, si potrà “celebrare il matrimonio”, ma di questo parleremo poi.

Ciao promoter, alla prossima!